Pesci piccoli
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Libri Moderni

Robecchi, Alessandro <1960->

Pesci piccoli

Abstract: Un sapore di situazioni reali accentuato dal modo di narrare di Robecchi che è come se stesse a fianco del lettore a mostrargli e illustrargli i fatti che stanno accadendo di fronte a loro. Capita a Carlo Monterossi di trovarsi impelagato in faccende diverse, per via della sua doppia vita. Da un lato ha fatto i soldi come autore televisivo con un programma senza pudore e dalla lacrima facile, Crazy Love. Dall'altro, quasi per emendarsi, si adopera per risolvere casi umano-criminali, insieme agli amici detective della Sistemi Integrati, Oscar Falcone e Agatina Cirrielli, in una Milano faticosa e ostile. Flora De Pisis lo manda a Zelo Surrigone, poco lontano dalla metropoli: un crocifisso si è messo a luccicare e un bel santone, don Vincenzo, un ex prete, predica di miracoli e raccoglie donazioni, un'occasione imperdibile per Crazy Love. Negli stessi giorni, un manager della Italiana Grandi Opere, un impero industriale delle costruzioni nel mondo, chiede aiuto alla Sistemi Integrati: l'azienda ha subìto uno strano furto, soldi, documenti, una pennetta usb. Il tutto mentre i poliziotti Ghezzi e Carella risolvono mugugnando una manciata di piccoli casi, storie ordinarie di disperazione e malavita di sopravvivenza, una caccia a tanti pesci piccoli, perché «servono un sacco di perdenti per tenere vivo il mito della città vincente». La vita complicata del detective dilettante Carlo Monterossi - privilegiato sull'orlo del cinismo e al tempo stesso disincantato Robin Hood -, permette al suo creatore Alessandro Robecchi di scrivere noir a forte impianto sociale, che fanno molto pensare a Scerbanenco: crudo realismo unito a una solidarietà che si incarna in personaggi teneri e vivissimi. Come la Teresa di questo romanzo, la piccola donna delle pulizie che non ha mai pensato di poter cambiare la propria vita. E proprio la sua limpida carica di verità attrae Carlo oltre la semplice simpatia, contribuendo a scompigliargli l'esistenza.


Titolo e contributi: Pesci piccoli / Alessandro Robecchi

Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2024

Descrizione fisica: 436 p. ; 17 cm

Serie: La memoria ; 1296

ISBN: 9788838946240

EAN: 9788838946240

Data:2024

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Opera:
Serie: La memoria ; 1296

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA. 2000- (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2024

Sono presenti 10 copie, di cui 9 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
San Miniato, Mario Luzi NAD 853.92 ROB MON X SM038-67380 In prestito 22/06/2024
Cascina 853.92 ROB 0020-34593 In prestito
Vicopisano 853 ROBE 9 0030-31820 In prestito 26/06/2024
Pontedera, Giovanni Gronchi GIALLO 853 ROB pes 0010-90078 In prestito
San Miniato, BiblioCoop NAD 853.92 ROB PES 0041-693 Su scaffale Prestito locale
Pisa, BiblioCoop Cisanello 800 ROBE 0051-111 In prestito 10/07/2024
Pisa SMS 850 ROBEC pes 0250-90671 In prestito
Forcoli Forcoli 853.92 ROB 0410-2776 In prestito 11/07/2024
Ponsacco 853.92 ROB pes 0110-25466 In prestito
Peccioli, Fonte Mazzola G 853.92 ROB 0210-11811 In prestito
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Milano. Maggio e giugno 2023. Un furto, un miracolo, una manciata di piccoli casi polizieschi, vite parallele con possibili incroci. La quasi 42enne donna delle pulizie Teresa Comelli, sciatti capelli castani e luminosi occhi marrone chiaro, mentre sta pulendo gli uffici della IGO al terzo piano, per le scale inciampa in un sacchetto e si porta a casa sessantacinquemila euro, una decina di fogli in inglese su una diga in Ghana e una chiavetta usb nera.

Riceve una paga da fame e sempre in ritardo, l’ex marito non le paga mai l’assegno, dovrebbe cambiare la misera stanza, non sa che fare. Il bell’ex prete 40enne, cui ancora ci si riferisce chiamandolo don Vincenzo (Delli Frati), e la ritoccata bell’assistente, ex pornostar degli anni Novanta, Anna Taranti accolgono sempre più visitatori e donazioni intorno al portico di una villetta a Zelo Surrigone, a causa della corona di spine di un loro crocefisso che talora s’illumina, senza apparenti spiegazione e motivo, e di alcuni malati che sembrano guarire quando vanno ad assistere o a trovarli. Il caro mitico ironico Carlo Monterossi ha sempre bisogno di veder vivere le vite degli altri ed è chiamato in causa sia dai soci Oscar e Agatina alla Sistemi Integrati (agenzia investigativa non ufficiale), incaricati dall’ingegner Benaldi per capire qualcosa del furto alla Italiana Grandi Opere fondata nel 1923 con sede principale nella capitale (e conoscerà Teresa, dandole pure sostegno e consigli), sia dalla amatissima e furba conduttrice televisiva Flora De Pisis per un sopralluogo in vista di una puntata clamorosa, possibilmente con un miracolo in diretta.

Il sovrintendente Ghezzi e l’ispettore Carella hanno ben altro a cui pensare, devono smaltire denunce arretrate minori, almeno dodici, correre dietro a dei poveracci che campano di espedienti e che frequentemente compiono piccoli crimini o violano qualche legge (come anche l’ex marito di Teresa).

Il giornalista (spesso argutamente radicale e satirico), autore televisivo (con Crozza dal 2007) e affermato scrittore Alessandro Robecchi (Milano, 1960) continua l’ottima serie metropolitana d’alta qualità, inventando ogni volta notevoli romanzi con differenti impasti culturali storici sociali, ritmati con matura sapienza. Siamo alla decima godibile avventura della divertente raffinata epopea monterossiana (2014-2024), giunta tempo fa anche in televisione (protagonista il bravo attore Fabrizio Bentivoglio): ogni romanzo costituisce una storia a sé stante, con accenti specifici sui vari personaggi. La narrazione è in terza varia al presente, allegramente tragicamente noir. Il titolo, il capitolo 17 (dei 43 complessivi) sulla signora che denuncia la prostituta del condominio (soprattutto da quando ci va il figlio) e la copertina (pesce grande mangia pesce piccolo) riassumono il filo conduttore tragicomico di tutte le vicende: stando dietro agli sfigati si perdono di vista i pesci grossi, i veri grandi ricchi potenti ammanicati criminali.

Ghezzi e Carella marciano sempre insieme, concentrati sul lavoro come sono sul lavoro, seppur molto diversi tra loro. Le cascine di Zelo Surrigone forse valgono una visita, duemila abitanti in mezzo ai campi coltivati. Carlo è ovviamente consapevole che con Bianca non è proprio amore, lei comunque fa parte del mondo di Flora, dal quale lui continua a voler scappare. Questa volta Teresa lo fa confrontare con problemi che proprio non si vedono là nella Grande Fabbrica della Merda della tv commerciale, le sue strategie servono finalmente anche ad altro. Bianca glielo rinfaccia, davanti alla bottiglia di Ribolla Gialla. Lui insiste, è invaghito, e resiste con il solito costosissimo whisky e con le vecchie canzoni del grande Bob Dylan, che gli danno come sempre spunti in tutte le circostanze in cui si sente incapace o impotente.

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