Tutti i particolari in cronaca
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Libri Moderni

Manzini, Antonio <1964->

Tutti i particolari in cronaca

Abstract: La corsa all'alba, la colazione al bar, poi nove ore di lavoro all'archivio del tribunale, una cena piena di silenzi e la luce spenta alle dieci: Carlo Cappai è l'incarnazione della metodicità, della solitudine. Dell'ordinarietà. Nessuno sospetta che ai suoi occhi quel labirinto di scatole, schede e cartelle non sia affatto carta morta. Tutto il contrario: quei faldoni parlano, a volte gridano la loro verità inascoltata, la loro richiesta di giustizia. Sono i casi in cui, infatti, il tribunale ha fallito, e i colpevoli sono stati assolti per non aver commesso il fatto – in realtà per i soliti, meschini imbrogli di potere. Cappai, semplicemente, porta la Giustizia dove la Legge non è riuscita ad arrivare – sempre nell'attesa, ormai da quarant'anni, di punire una colpa che gli ha segnato la vita. Walter Andretti è invece un giornalista precipitato dallo Sport, dove si trovava benissimo, alla Cronaca, dove si trova malissimo. Quando il capo gli scarica addosso la copertura di due recenti omicidi, Andretti suo malgrado indaga, e dopo iniziali goffaggini e passi falsi comincia a intuire che in quelle morti c'è qualcosa di strano. Un legame. Forse la stessa mano... Antonio Manzini, il creatore dell'indimenticabile vicequestore Schiavone, entra nel catalogo del Giallo Mondadori con una storia serrata e sorprendente che si interroga sull'equilibrio tra legge e giustizia, e su ciò che saremmo disposti a fare pur di guarire le nostre ferite.


Titolo e contributi: Tutti i particolari in cronaca / Antonio Manzini

Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2024

Descrizione fisica: 301 p. ; 19 cm

Serie: Il giallo Mondadori

ISBN: 9788804775669

Data:2024

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA. 2000- (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2024
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 15 copie, di cui 13 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Vicopisano 853 MANA 22 0030-31771 In prestito
Cascina 853.92 MAN 0020-34533 In prestito
San Miniato, Mario Luzi NAD 853.92 MAN/AN TUT SM038-67322 In prestito 08/07/2024
Pisa SMS 850 MANZINI tut 0250-90417 In prestito 25/05/2024
Santa Maria a Monte 853.92 MANZ tut 0100-22219 In prestito 17/06/2024
Casciana Terme 853 MANZI 10 0080-12023 In prestito 08/07/2024
Vicopisano 853 MANA 22 a 0030-31803 In prestito 24/06/2024
Pontedera, Giovanni Gronchi GIALLO 853 MAN tut 0010-89955 In prestito 12/07/2024
Peccioli, Fonte Mazzola G 853.92 MAN 0210-11592 In prestito
San Miniato, BiblioCoop NAD 853.92 MAN TUT 0041-710 Su scaffale Prestito locale
Peccioli, Fonte Mazzola G 853.92 MAN 0210-11611 In prestito 05/07/2024
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Forcoli FORCOLI 853.92 MAN 0410-2771 In prestito 10/07/2024
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Ponsacco 853.92 MAN tut 0110-25443 In prestito
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"Ci voleva tempo, e di tempo Carlo Cappai ne aveva a volontà..."

Attendere e sperare! Declama Edmond Dantès nel Conte di Montecristo. Una vita dedita alla costruzione paziente e mascherata della sua vendetta. Una lunghissima corsa alla realizzazione della giustizia. Carlo Cappai, il protagonista di Tutti i particolari in cronaca di Antonio Manzini (Mondadori), è un Edmond Dantès costretto a una prigione un po’ diversa. Faretti alogeni e imposte serrate. L’archivio del tribunale penale, fatto di faldoni impolverati e denominati in lettere, un labirinto di cartelle che contengono casi per lo più irrisolti o risolti male. E Cappai li conosce tutti. Lui attardato da una vita lenta, fatta di una quotidianità logorante, lavora di giorno e di notte tesse la sua tela. Appesantito da un senso di colpa profondo e lungo quarant’anni, un elastico attorno alla caviglia che sembra sempre tirarlo indietro: la morte della migliore amica Giada che lui vuole a tutti i costi vendicare. E la sua vendetta, personale ma non egoriferita, è aggravata dal coinvolgimento del padre, il giudice reo di aver prosciolto il responsabile dell’omicidio.

Alla voce di Cappai se ne alterna un’altra. Recalcitrante e poco incline a ritmi lenti. Quella di Walter Andretti, il cronista sportivo spedito alla cronaca nera che si ritrova improvvisamente ingarbugliato in una rete di omicidi legati tra loro.

Due personaggi all’apparenza inconciliabili che si scoprono complici nell’indagare insieme. Da una parte un Cappai solitario, arrabbiato dentro da troppo tempo. Una sagoma da film noir, di ombre lunghe e pochi cenni. Dall’altra un Andretti che corre e si affanna nel tentativo di odiare un lavoro che poi finisce per appassionarlo. A legarli la chiamata verso la giustizia. Un concetto che dovrebbe realizzarsi e bearsi nella sua concretezza, eppure viene spesso sfiancato dall’astrattezza della legge e di tutti i suoi maledetti cavilli.

"Cosa aveva imparato in due anni di polizia? Che legge e giustizia correvano su due binari differenti. Che la giustizia interessava solo quando qualcuno veniva privato di qualche diritto, altrimenti restava un concetto e come tale accantonabile"

A far da sfondo Bologna. Quella storica dei cortei sanguinosi di fine anni ’70 dove perde la vita proprio Giada, ma anche quella buia e spettrale - al limite del fantastico - dei nostri anni dove si consuma la doppia indagine.

Antonio Manzini debutta nella collana Giallo Mondadori donandoci ancora una volta personaggi che più si ostinano a evitare ogni compiacenza, più affascinano. Protagonisti che vestono bene i panni dell’eroe byroniano. Imperfetti, irrispettosi e spesso avversi. Provveditori di una giustizia da una parte alimentata dalla spinta della vendetta, dall’altra da una passione nascente. Se Cappai dalle ingiustizie si è lasciato logorare - come gocce ostinate che scavano la roccia - fino a intorbidirsi, Andretti in questa ricerca si rinvigorisce, quasi ripulendosi. L’avversione a un lavoro che inizialmente non sente suo si trasforma in propulsione all’azione, in uno scopo genuino che stupisce. Una parabola discendente e una crescente che si intersecano nonostante ritmi completamente diversi. Da una parte quello di Cappai viziato da una litania lenta e disincantata, che sembra quella di un romanziere di lunga data; dall’altra la voce nervosa di Andretti che sotto forma di diario ci butta addosso informazioni e irriverenze.

E in mezzo a questo meccanismo alternato, noi lettori siamo chiamati a preparaci allo svelamento finale. A prestare attenzione, a non sottovalutare gli indizi e a orientarci. Che sia tra il dedalo di scaffali dell’archivio di Cappai, o tra le considerazioni sputate nel diario di Andretti, il nostro scopo è quello di evitare l’ennesimo errore di valutazione.

"Non sempre ci azzecchiamo. Ma c’è un motivo: non siamo bravi a osservare, non guardiamo con attenzione, prendiamo sotto gamba dei dettagli o delle virgole che invece sono fondanti, essenziali, risolutivi".

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