La morra cinese
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Libri Moderni

Malvaldi, Marco

La morra cinese

Abstract: Ultimamente a Pineta l'atmosfera sembra essere particolarmente movimentata. La vittoria della destra alle elezioni amministrative ha posto fine alla lunga dominazione della sinistra, iniziata nel 1946. Il barista Massimo è in lotta con il Comune perché non gli è stata concessa l'autorizzazione per l'uso del suolo pubblico e la piazzetta di fronte al suo bar è stata trasformata in un parcheggio. Oltretutto, come primo atto della nuova amministrazione, è stato messo in vendita un vasto terreno a un consorzio arabo che sembra voler costruire un enorme resort nonostante l’opposizione di numerose associazioni locali. Come se non bastasse, all’interno del Municipio, in un piccolo ripostiglio delle pulizie, viene ritrovato il cadavere di Federico Mastromartino, uno studente di filologia romanza che era impegnato a fare ricerche nella residenza del conte Valdemaro Serra Catellani, un nobile decaduto il cui antenato aveva intrattenuto una corrispondenza con Giacomo Leopardi. Si dice che tra le lettere del poeta se ne nasconda una bellissima, ancora inedita: un autentico tesoro per il conte se tali lettere venissero ritrovate. Sarà per questo che Federico è stato ucciso? Mastromartino era però anche uno degli attivisti che si opponevano alla costruzione del gigantesco resort e aveva avuto spesso violenti scontri con il nuovo sindaco Bernardo Puccianti. Non sarà facile per il vicequestore Alice Martelli risolvere il caso ma potrà fare affidamento, anche questa volta, sulle argute deduzioni dei Vecchietti e sull'aiuto di Massimo che, frequentando spesso il Comune, ha notato alcune persone entrare in uffici non di loro competenza.


Titolo e contributi: La morra cinese / Marco Malvaldi

Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2023

Descrizione fisica: 264 p. ; 17 cm

Serie: La memoria ; 1283

ISBN: 9788838945625

EAN: 9788838945625

Data:2023

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: La memoria ; 1283

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA. 2000- (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2023
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 27 copie, di cui 26 in prestito.

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Pontedera, Giovanni Gronchi NARRATIVA 853 MAL mor 0010-89011 In prestito
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Per gli assidui avventori – o meglio lettori – del BarLume, i protagonisti dell’ultimo libro di Marco Malvaldi edito da Sellerio sono ormai vecchie conoscenze. C’è come al solito Massimo, «il barrista» del locale più movimentato del comune di Pineta (in Toscana, seppur immaginario), affaccendato dietro al bancone e alle prese con i ritardi della burocrazia comunale per la concessione di occupazione del suolo pubblico. E poi la bella Tiziana, sua socia in affari, il compagno di lei Marchino, disoccupato e babbo a tempo pieno e infine Alice, vicequestore e fidanzata di Massimo. Insieme a loro, gli irriducibili nonni del BarLume: Ampelio, Pilade, Aldo e il Rimediotti, quattro pensionati e onnipresenti frequentatori del bar di Massimo.

"Dovresti venire di qua al bar per una mezz’ora e occuparti del reparto geriatria"

Ancor prima che piombi la notizia di un nuovo morto ammazzato, nel La morra cinese due altri eventi sembrano catalizzare l’attenzione generale dei vegliardi del BarLume. Il primo, non certo in ordine di importanza, è il risultato delle elezioni comunali, che fanno schierare su fronti contrapposti i quattro, intenti a punzecchiarsi tutto il tempo tra una mano di briscola e un caffè, trascinando il lettore in comici battibecchi coloriti e senza freni. A poche pagine dall’inizio del romanzo, infatti, si scopre che dopo decenni la destra si è insediata a capo della giunta comunale e Ampelio, sopravvissuto a «una pandemia, una guerra mondiale e un decennio di terrorismo», non riesce proprio a farsene una ragione: «dovevo arriva’ a novant’anni solo per vedemmi di novo circondato da’ fascisti». Al BarLume, però, davanti al biliardo e al bancone, le opinioni a riguardo sono divergenti. Pilade è della sua stessa idea, mentre Aldo e il Rimediotti, la pensano diversamente: «Tanto è sempre così. Quando arriva qualcuno che non la pensa come te, è un fascista».

Il secondo evento, invece, molto più lieto degli esiti delle amministrative, distrae quasi a tempo pieno i quattro vecchietti, decisamente più avvezzi a fare i nonni di Michele e Matilde, i due nipotini arrivati in famiglia, che gli investigatori per diletto. E così, quando i due pargoli irrompono nel bar, non che i quattro nonni smettano di blaterare di politica e lamentarsi, ma a quei sorrisi infantili e gorgoglii, gli anziani non sanno proprio resistere. Al punto che quando Alice annuncia di dover indagare sulla misteriosa morte di uno studente di dottorato della Normale, precipitato nella notte dal quarto piano del palazzo comunale, i quattro nonni quasi non ci fanno neppure caso.

"Il tutto nell’indifferenza generale dell’assemblea, che ormai ai morti ammazzati con una nuora vicequestore ci abbiamo fatto il callo, mentre invece due nipotini nuovi di zecca sono tutta un’altra cosa"

Il lettore, però, viene subito rimbalzato nel vivo dell’indagine. Senza attardarsi più di tanto, infatti, la vicequestore molla la figlia al papà dietro al bancone e parte per andare a interrogare i primi sospettati. Nel frattempo al BarLume tutto procede come al solito. Tiziana armeggia con i bambini e Massimo per un attimo si sofferma sulla scena che gli si apre davanti, quasi fosse un «presepe vivente»: «Ci sono due persone che lavorano, due marmocchi e quattro pensionati. Un ritratto statisticamente fedele dell’Italia, direi. Manca qualcuno?». All’appello, in effetti, manca l’assassino. Ma come in ogni giallo che si rispetti, se non ci fossero le indagini a tenere il lettore incollato fino alla fine, il romanzo durerebbe solo poche pagine. Certo, quelle scritte da Malvaldi si leggono in un soffio, ma senza trattenere il respiro, altrimenti non ci si potrebbe abbandonare a qualche sonora risata.

Tra dialoghi sguaiati e una vivace comicità sui cui è costruita quasi ogni singola riga del romanzo, Malvaldi affida la narrazione a una voce terza, irriverente, anche questa, che agilmente si sovrappone ai punti di vista di Massimo e della vicequestore, Alice e che di tanto in tanto ammicca al lettore. Lo scopo: un invito a non volersi prendere troppo sul serio in questo polar che di fatto è una commedia in giallo, in cui ci scappa un morto ammazzato, un mistero da risolvere e le rocambolesche indagini di un quartetto di nonni, quasi sempre sul punto di chiudere il caso, ma senza mai beccare il vero colpevole.

"Non le stava troppo simpatico, vero? Se la domanda lo sorprese, Guido Salomone non lo dette a vedere. Si dice così, nei gialli, no?"

Come tutti gli altri romanzi della serie del BarLume, il tema del gioco è una costante sin dal titolo, al pari dei protagonisti. Nell’ultimo romanzo di Malvaldi, la morra cinese, ovvero quel gioco che si fa con le mani, tirando sasso-carta-forbici, diventa quasi uno spunto investigativo, il cui meccanismo rimanda agli usi civici che insisterebbero su un terreno che la nuova giunta comunale sta per vendere a una holding, non senza un diffuso disappunto della cittadinanza. Cosa abbiano a che fare gli usi civici con la morte del povero Stefano Mastromartino, il conte Serra Catellani, nobile decaduto, nonché ultima persona ad aver telefonato alla vittima e una lirica di Leopardi (presumibilmente scovata da Mastromartino nel corso delle sue ricerche), è un fitto mistero. Un’intricata matassa che la vicequestore, e parallelamente i vecchi del BarLume, dovranno sbrogliare per far luce sull’accaduto. Ma alla fine, come al solito, sarà Massimo da dietro il suo bancone a vederci chiaro. E i quattro nonni – tranquilli, nessuno spoiler - torneranno a sfidarsi al biliardo, in attesa del prossimo avvincente caso da risolvere.

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