Nulla si distrugge
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Libri Moderni

Vichi, Marco

Nulla si distrugge

Abstract: Siamo alla fine di aprile del 1970 e il commissario Bordelli, ormai in pensione, può dedicarsi a un caso riaperto di recente, un'indagine mai risolta che lo tormenta da molti anni. Si tratta dell'assassinio del figlio di un noto fascista avvenuto nel 1947, che nel clima irrequieto del Dopoguerra era stato frettolosamente archiviato. Mentre, con l'aiuto del vice commissario, Bordelli scava nel passato alla ricerca della verità, sulla montagna pistoiese la Pubblica Sicurezza sta scandagliando il bosco in una frenetica lotta contro il tempo e una brutta faccenda tornerà alla luce. Come se non bastasse, un vecchio amico che più di dieci anni prima era scomparso nel nulla ricompare all'improvviso, facendo affiorare alla memoria di Bordelli il ricordo di una vicenda complessa e dolorosa. Perché nelle nostre vite fatte di carne e racconti, nulla si distrugge...


Titolo e contributi: Nulla si distrugge : un'avventura del commissario Bordelli / Marco Vichi

Pubblicazione: Milano : Guanda, 2023

Descrizione fisica: 554 p. ; 22 cm

Serie: Guanda noir

ISBN: 9788823530409

EAN: 9788823530409

Data:2023

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Guanda noir

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.914 NARRATIVA ITALIANA. 1945-1999 (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2023

Sono presenti 24 copie, di cui 8 in prestito.

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Ho appena terminato il romanzo, più di 500 pagine, non lo definirei romanzo, piuttosto una serie di racconti poco realistici tenuti assieme da una prosa melensa e alquanto scontata. Questo ex commissario ultrasessantenne senza problemi di digestione pieno di amici ganzi e di ragazze bellissime è il personaggio meno credibile, quasi quanto il suo cognome. Un consiglio per chi vorrà leggerlo, saltate pure le parti descrittive, tanto le parti dove succede qualcosa che ricordi minimamente una trama sono poche. Sconsiglio vivamente.

In Nulla si distrugge (edito da Guanda) Marco Vichi torna con un nuovo caso per l’instancabile commissario Bordelli a cui i ritmi lenti della pensione, che si addicono forse a tanti - ma non a lui -, sembrano ricordargli che qualcosa è rimasto incompiuto: risolvere l’omicidio di un ragazzo avvenuto più di vent’anni prima.

Chi conosce il commissionario Franco Bordelli sa bene di chi stiamo parlando.
Un ragazzo e poi un uomo arguto, impertinente quanto basta da non passare inosservato e determinato a non farsi schiacciare da quello che qualcuno ha stabilito sia la normalità.
Quand’era in servizio la sua divisa gli imponeva di seguire rigidi protocolli, in cui lui però è sempre riuscito a muoversi fluidamente per rimanere fedele alla sua personale idea di giustizia, in uno slalom continuo tra ciò che doveva fare e ciò che voleva.
Arrivata la pensione sembrava naturale che si mettesse da parte. Divisa nell’armadio, Bordelli ha vestito panni diversi per inseguire però la stessa, autentica sete di verità. Anche per gli altri, certo, ma soprattutto per sé stesso.

"Non vedeva l’ora, ma gli sarebbe piaciuto partire leggero, senza troppi pensieri… Prima voleva cercare di risolvere il caso di omicidio del ’47, che da ventitré anni gli mordeva le orecchie"

E così realizzare il sogno di una vita di incontrare la propria scrittrice preferita rimane sospeso. Vorrebbe prendere quel treno per Parigi, e lo potrebbe fare. Ma come l’ago di una bussola è irrimediabilmente attratto dal suo nord, anche Bordelli non può opporsi a una forza che lo muove e lo guida da dentro:

"Ma per lui, per l’ex commissario Franco Bordelli, non era una questione politica… Si trattava di una faccenda personale, magari anche dettata dall’amor proprio, oltre che dalla sua innata passione che lo spingeva a cercare di sciogliere i garbugli"

Un caso intricato, scomodo ai tempi, che nessuno ha avuto il coraggio di sviscerare sembrava oramai appartenere a quella parte di passato in cui sono cadute, senza che se ne abbia memoria, chissà quanti fatti, chissà quante persone.
Gregorio Guerrini era il figlio di un industriale con tendenze fasciste, probabilmente accoltellato per vendetta contro l’orientamento del padre. L’omicidio ai tempi è stato accantonato in cassetti stracolmi di casi che aspettavano pazientemente il loro turno e dedicare del tempo a un “incidente” che avrebbe scosso un Paese già sull’orlo del baratro non era conveniente.

"L’ignoto aveva il suo fascino. Tra poco avrebbe cominciato a scoperchiare un sarcofago che ventitré anni prima era stato chiuso nella memoria di ragazze diventate ormai donne"

Qualcuno può giudicarlo un sentimentale, un nostalgico radicale che continua a vivere nel passato a discapito del suo nuovo presente. E anche il lettore non è immune da questo gioco temporale.
Il marchio di fabbrica di Marco Vichi è proprio la continua alternanza di tempi e luoghi, dimensioni parallele che custodiscono storie che durante la lettura si incrociano, si separano e si ritrovano di nuovo.
Dal presente di un Bordelli in pensione negli anni ’70 capita di ritrovarsi nel suo passato di commissario in servizio e di arrivare poi al cuore di un caso, risucchiati in un imbuto che si stringe sempre più e non ti lascia il tempo di respirare fino all’ultima pagina.
Nulla si distrugge, tutto sembra collegato da fili sottili, invisibili, legati tra loro con doppi e tripli nodi da sciogliere.

"Piangeva, piangeva, ma le sue labbra quasi sorridevano, le stava uscendo dall’anima il veleno che le era marcito dentro per tutto quel tempo, doveva essere la prima volta che raccontava quelle cose, che le riviveva camminandoci in mezzo con le parole…"

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