Il cielo d'erba
0 1
Libri Moderni

Vergoni, Gianfranco

Il cielo d'erba

Abstract: Francesco è un giovane disoccupato, spesso prigioniero delle proprie fragilità. Viola per lui è una rivelazione. Gli dà forza e fiducia in se stesso e lui la adora, adora tutto di lei. E anche Viola impara ad amarlo e ad aprirsi con lui, nonostante la propria natura un po' da gatto e un po' da istrice. È soltanto grazie a lei che Francesco ha imparato a guardare il mondo da una nuova prospettiva, capovolta. Le cose non sono come sembrano, e non devono per forza andar sempre male. Così le loro vite – lui che trova finalmente un impiego in un mercatino dell'usato, lei che lavora nel bar dei genitori – si uniscono in modo indissolubile. L'innamoramento porta alla convivenza e poi al matrimonio. Ma l'idillio dura poco, perché Francesco si accorge che Viola è sempre più cupa e scontrosa, c'è qualcosa che la tormenta e la divora da dentro. Il ragazzo decide di affrontarla e, sulla scorta di un terribile sospetto, le chiede se ci sia un altro uomo. E un altro uomo, in effetti, c'è: è Viola stessa. Viola che non è mai stata a suo agio dentro il corpo di una donna, dentro quell'identità. Viola che ha deciso di ascoltarsi, finalmente, e avviare il processo di transizione di genere. L'amore che prova per Francesco non è messo in discussione e lui, sospinto da un sentimento assoluto e incrollabile, cerca con tutto se stesso di accettare la situazione e di sostenere la moglie. Ma l'amore, il vero amore, può davvero resistere a tutto?


Titolo e contributi: Il cielo d'erba / romanzo di Gianfranco Vergoni

Pubblicazione: Milano : Longanesi, 2023

Descrizione fisica: 542 p. ; 22 cm

Serie: La gaja scienza ; 1462

EAN: 9788830461185

Data:2023

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: La gaja scienza ; 1462

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA. 2000- (0) Melodramma e Dramma sentimentale <genere fiction> (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2023
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 2 copie, di cui 0 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Cascina 853.92 VER 0020-33810 Su scaffale Disponibile
Vicopisano 853 VERV 1 0030-30923 Su scaffale Disponibile
Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Francesco e Viola sono innamorati. La loro è in apparenza una storia d’amore come tante altre: due giovani adulti della periferia romana, con una vita precaria e un futuro incerto, che si incontrano, si sposano, e imparano a volersi bene, a incastrarsi corpo e anima.

Francesco, sensibile e timido, Viola, energica e scostante. Ma questo amore chiederà loro una prova: Viola ha capito di essere dentro di sé un uomo e decide di iniziare il percorso della transizione di genere e cambia nome in Vittorio. Vuole che Francesco resti al suo fianco, che nulla cambi fra loro, perché ciò che ha dentro è lo stesso, è solo la forma esteriore a cambiare. Ma è davvero una strada, questa, che si può percorrere in due?

Il cielo d’erba (Longanesi) è il romanzo d’esordio del regista Gianfranco Vergoni. L’autore, perugino di nascita ma romano di adozione, prendendo spunto da una storia vera cui lui stesso ha assistito, racconta le difficoltà di Francesco, la cui unione con Viola, indiscussa sul piano del sentimento, vacilla a partire dalla progressiva ma definitiva trasformazione del corpo di lei.

Francesco fin dalle prime pagine conquista con la sua emotività goffa ma definita, con la sua identità densa di virtù e debolezze reali: né eroe né macchietta. La messa a fuoco, graduale ma intensa, della sua psicologia, delle sue insicurezze e anche delle sue contraddizioni (l’amore che prova per Viola, le difficoltà nell’accettare e nell’accogliere con lo stesso amore l’“avverarsi” di Vittorio, della sua identità maschile) è terreno fertile da cui prendono vita gli altri personaggi che abitano questo romanzo.

Intorno ai due protagonisti ruotano infatti amici, parenti e figure con cui l’autore arriva a comporre un vero e proprio campionario umano di ogni natura e genere, in cui emergono i piccoli e i grandi drammi di ciascuna esistenza, che compone il puzzle all’interno del quale ognuno di noi cerca di trovare un proprio spazio. Tutti i personaggi sono immersi negli ambienti pittoreschi e controversi della periferia romana, con i suoi bar, la sua parlata, i locali notturni, i mercatini.

A raccontare questa storia, in prima persona, è lo stesso Francesco, la cui voce restituisce un certo equilibrio fra intensità drammatica e ironia e permette di mantenere la percezione dell’autenticità con cui vengono restituiti gli stati d’animo dei protagonisti. È infatti proprio Francesco a mostrare un maggiore dissidio interiore, che, di conseguenza, lo porta a svolgere una sua personale evoluzione, diversa da quella di Viola, ma ugualmente importante.

«Frà, io so chi sono. L’ho sempre saputo.»

Le ultime parole che il cuore di Viola fa dire alla voce di Vittorio prima di dormire. Parole che la stanchezza fa emergere più morbide, eppure solide, scure, portanti come fondamenta di velluto nero che si allungano verso le buie profondità del pianeta.

«Non sto cambiando. Sto venendo alla luce.»

Allungo la mano verso l’abat-jour. È una luce che posso controllare. La notte spegne la stanza.

«Quello che sta affrontando il cambiamento sei tu».

La tematica della transizione di genere, attualissima, è affrontata dunque con una prospettiva narrativa originale, cioè quella dell’“altra parte”, di chi assiste al cambiamento.

Senza stereotipizzazioni di circostanza, Vergoni definisce con sensibilità ogni tassello emotivo e psicologico della vicenda, costruendo al contempo i personaggi e l’intreccio in maniera autentica e al stesso tempo leggera. La drammaticità e la serietà dell’argomento vengono infatti smorzate dal piglio autoironico del protagonista-narratore Francesco (che potrebbe sembrare, alla lontana, una sorta di Zeno Cosini dei giorni nostri) e da alcune leggere e intelligenti incursioni da commedia.

Una storia commovente, che riesce anche a divertire, ma che forse va oltre il semplice intrattenimento e assolve anche un compito più difficile: consegnare un messaggio, in quanto a essere promossa non è solo l’accettazione dell’altro, del diverso (ciò quella di Francesco verso Viola), ma soprattutto quella di se stessi: Viola impara ad abbracciare una volta per tutte la sua natura maschile mentre, in maniera più sottile e forse difficile, Francesco, riesce ad ascoltare le proprie emozioni e a comprendere che l’amore per gli altri non può e non deve portare a tradire, a ignorare la nostra identità e i nostri desideri, anche quando il mondo ci sembra al contrario e vediamo il cielo d’erba.

Di fronte a me, il mondo visto al contrario. È il punto di vista alternativo dal quale Viola mi ha insegnato a riconsiderare ogni certezza. I punti cardinali che si scambiano di posto, o piuttosto l’uno che si trasforma nell’altro, contrari solo in apparenza; ciascuno con dentro il proprio opposto. La femmina che si rivela maschio, il sole di mezzanotte, il nord che diventa sud, il sotto che finisce sopra, l’erba che spunta dal cielo. Il cielo come lo vedeva Viola, con gli occhi di Vittorio Il cielo d’erba.

Condividi il titolo
Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.