Nient'altro che la verità
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Libri Moderni

Ganswein, Georg - Gaeta, Saverio

Nient'altro che la verità

Abstract: Quello tra Joseph Ratzinger e Georg Gänswein è stato un lungo e significativo rapporto di profondo rispetto e stima reciproca, sin da quando, nel 2003, il futuro Papa nominò segretario personale il giovane sacerdote tedesco. E ancor più dopo l'elezione del cardinale Ratzinger come Benedetto XVI, don Georg ha vissuto costantemente al suo fianco quale suo più stretto collaboratore, ma anche confidente e consigliere, accompagnandolo durante il pontificato e nel tempo successivo alla storica rinuncia del 2013. Oggi, dopo la scomparsa del Papa emerito, per l'attuale prefetto della Casa pontificia è giunto il momento di raccontare la propria verità riguardo le bieche calunnie e le oscure manovre che hanno cercato invano di gettare ombre sul magistero e sulle azioni del Pontefice tedesco, e di far conoscere così, finalmente, il vero volto di uno dei più grandi protagonisti degli ultimi decenni, troppo spesso ingiustamente denigrato dai critici come Panzerkardinal o Rottweiler di Dio. Un racconto autentico e schietto in cui, coadiuvato dalla esperta penna del vaticanista Saverio Gaeta, monsignor Gänswein propone l'autorevole ricostruzione di un particolarissimo periodo per la Chiesa cattolica, affrontando anche gli interrogativi su enigmatiche vicende, quali i dossier di Vatileaks e i misteri del caso Orlandi, lo scandalo della pedofilia e i rapporti fra il Papa emerito e il successore Francesco. Ne scaturisce l'intensa testimonianza della grandezza di un uomo, cardinale, Papa che ha fatto la storia del nostro tempo e che emerge qui come un faro di competenza teologica, chiarezza dottrinale e saggezza profetica.


Titolo e contributi: Nient'altro che la verità : la mia vita al fianco di Benedetto 16. / Georg Ganswein, con Saverio Gaeta

Pubblicazione: Milano : Piemme, 2023

Descrizione fisica: 331 p. ; 23 cm

ISBN: 9788856690392

Data:2023

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Altri titoli:
  • Nient'altro che la verità : la mia vita al fianco di Benedetto XVI

Nomi:

Soggetti:

Classi: 282.092

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2023
  • Target: adulti, generale

Sono presenti 2 copie, di cui 2 in prestito.

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E' prenotabile su Bibliolandia Nient’altro che la verità (Piemme 2023, pagg. 336), il libro che monsignor Georg Gänswein ha pubblicato con Saverio Gaeta, dove per la prima volta il segretario particolare di Ratzinger fa luce su un pontificato a tinte oscure, percorso dalle incomprensioni e dagli scandali come Vatileaks.

Ma non solo. Per molti quella di don Giorgio – così veniva chiamato nell’ex Sant’Uffizio –sembra anche una resa dei conti. Al punto che papa Francesco non solo avrebbe alluso a lui criticando il chiacchiericcio nell’Angelus della scorsa domenica, ma ne avrebbe parlato con lui nell’udienza privata concessagli pochi giorni fa.

Il libro è una serie di rimandi e flashback che spezzano la linea cronologica degli eventi sul dietro le quinte del pontificato di Benedetto XVI. Il collante è proprio la figura di Papa Ratzinger, verso cui monsignor Georg mostra una devozione quasi filiale. La parte unitaria del libro è quella centrale, che ripercorre la visione spirituale del pontificato di Benedetto XVI. Ma, come spiega l’autore nel prologo, il racconto cerca anche di «descrivere dall’interno il vero “mondo vaticano”». Ed è impossibile non leggere in filigrana i sassolini che l’arcivescovo si toglie dalle scarpe. Già note alcune cose come il «D’ora in poi rimanga a casa» di Papa Francesco al prefetto Georg e la questione della messa in latino che il papa emerito avrebbe accettato e per cui suonano forti, rispetto al libro, le parole di Gänswein, in recenti interviste, sul cuore spezzato del pontefice.

Dopo le indiscrezioni, abbiamo ora letto il libro ed evidenziato le 10 rivelazioni di padre Georg che più ci hanno colpito.

Dal titolo del libro, si capisce che padre Georg voglia fare finalmente chiarezza su un pontificato poco compreso. Per questo, la critica che fa dall’inizio alla fine la riserva alla stampa, accusata di aver dato un’immagine falsata del papa. L’arcivescovo definisce i giornalisti «cosiddetti opinion leader» accusandoli di aver dato un’immagine decontestualizzata del papa. Nel libro smentisce dettagliatamente molte loro dichiarazioni, criticando i media di essere andati «alla ricerca di una notizia che potesse rappresentare “l’osso per il brodo” dei loro articoli».

In più rimandi, monsignor Gänswein ricorda le posizioni di Benedetto XVI sul «problema difficile della pastorale per gli omosessuali». Come quando, già papa emerito, spiega al papa che, nella prima intervista rilasciata a La Civiltà Cattolica, sarebbe stato opportuno chiarire i rischi della cosiddetta «filosofia del gender»: «L’essere uomo o donna non è più una realtà della natura che ci precede. L’uomo è un prodotto di se stesso […]. Si tratta di una negazione del Creatore e di una manipolazione dell’essere nella quale solo l’uomo è padrone di se stesso».

Il primo incontro a distanza tra Ratzinger e il cardinale Bergoglio avvenne quando Benedetto XVI stava pensando se commissariare i Gesuiti, l’ordine religioso a cui appartiene il papa. Monsignor Georg ricorda che, interpellato su consiglio del capo dei Gesuiti Kolvebach, il cardinale Bergoglio «si era tenacemente opposto a questa idea, coinvolgendo lo stesso Kolvenbach, e chiedendogli di riferire a Benedetto XVI l’inopportunità di procedere in questa problematica direzione».

L’elezione di Ratzinger è uno dei momenti emotivamente più vissuti da padre Georg, ma anche da Ratzinger stesso. L’arcivescovo ricorda che entrambi furono così provati che, quando fu il momento della vestizione dopo la fumata bianca, nessuno provvide a togliere il maglione nero che il papa indossava sotto i paramenti pontifici. E così, l’immagine del nuovo pontefice col maglione nero fece il giro del mondo: «Come in un flash, in quell’attimo mi venne in mente l’immagine del maglione nero che Ratzinger aveva indossato sotto la talare […]. Nella concitazione dei successivi momenti, se ne dimenticò».

Padre Georg dedica poche ma decisive righe alla lotta di Ratzinger contro la massoneria, anche dentro la chiesa. Una battaglia imbracciata già negli anni da prefetto dell’ex Sant’Uffizio e portata avanti negli otto anni di pontificato, al punto da sostenere che la massoneria fu lieta dell’elezione di Papa Francesco: «Leggendo nel 2013 il caloroso saluto di Gustavo Raffi, il gran maestro del Grande Oriente d’Italia, fui certo che, più di un “benvenuto” a Papa Bergoglio […], si trattasse di un “benservito” a Papa Ratzinger!».

Monsignor Gänswein dedica un ampio capitolo al caso di Emanuela Orlandi, ricordando di aver incontrato il fratello Pietro in privato e chiarendo che le varie ipotesi su un coinvolgimento del Vaticano nel rapimento della giovane cittadina vaticana restano infondate. Contrariamente a quanto affermato da vari testimoni, non c’era preoccupazione di una fuga di documenti sul caso, poiché inesistenti: «Io non ho mai compilato alcunché in relazione al caso Orlandi, per cui questo fantomatico dossier non è stato reso noto unicamente perché non esiste» scrive.

Per padre Georg, l’anno più difficile di Benedetto XVI fu quello di Vatileaks, quando nel 2012 vennero trafugati documenti privati dal suo studio e dati alla stampa: «Mi resi conto che alcuni dei documenti citati, e addirittura fotografati, non erano passati per altri uffici vaticani se non il mio». L’ex segretario di Ratzinger ricorda un papa molto provato, la scoperta del corvo, e le sue dimissioni respinte dallo stesso papa. L’autore indugia, poi, sul profilo psicologico dell’accusato, l’ex maggiordomo Carlo Gabriele, «contraddistinto da marcati elementi di tipo persecutorio» e che «più volte fa riferimento a complotti e macchinazioni a favore e/o danno di personaggi di rilievo sia laici sia, più frequentemente, prelati».

Con l’elezione di Papa Francesco, cambiano le dinamiche in Vaticano. Se Benedetto XVI promette fedeltà incondizionata al nuovo papa, mons. Georg ne rimarca la distanza: «In effetti, mi sembra che l’analisi più corretta possa individuare come problema non tanto quello della coesistenza dei due Papi, uno regnante e uno emerito, quanto la nascita e lo sviluppo di due tifoserie, poiché con il passare del tempo ci si rese conto sempre di più che effettivamente c’erano due visioni della Chiesa».

Nel libro monsignor Georg chiarisce una volta per tutte le distorte immagini dei pontificati di Bergoglio e Ratzinger, come di due modi diversi di vivere: il primo sobrio, il secondo opulente. L’arcivescovo, invece, ricorda che quello di Francesco a Santa Marta è pur sempre un «appartamento patriarcale», per nulla diverso da quello nel Palazzo Apostolico: «Gli spazi personali degli ultimi Pontefici – studio, salotto, stanza da letto e bagno – sono stati equivalenti a quelli di Papa Francesco nell’Appartamento di Santa Marta».

Ricordando il caso del libro sul celibato dei sacerdoti, che il cardinale Sarah fece uscire per criticare il Sinodo sull’Amazzonia aggiungendo la firma del papa emerito – in realtà estraneo alla vicenda -, padre Georg rivela che fu punito dal papa in risposta a quell’episodio, restituendo l’immagine di un Pontefice poco misericordioso: «A livello personale mi sentivo umiliato sia perché non mi aveva chiarito il motivo della sua decisione, sia perché aveva parlato alla presenza di altre persone […]. Lui mi rispose che avevo ragione e che non si era reso conto della questione, si scusò, ma poi aggiunse che le umiliazioni fanno molto bene».

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