In silenzio si uccide
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Libri Moderni

Arnaldur Indridason

In silenzio si uccide

Abstract: Il cadavere nudo di una ragazza con il viso truccato vistosamente e una lettera J tatuata sulla natica viene ritrovato sulla tomba di Jón Sigurðsson, eroe nazionale islandese. A un primo esame l'omicidio sembra avvenuto per strangolamento. L'autopsia, che pare confermare l'ipotesi, fornisce altre risposte: la vittima era anoressica e faceva uso di droghe, su tutto il corpo ci sono chiari segni di violenza. Come mai l'assassino ha deciso di lasciare il cadavere in un luogo così simbolico? Vuole lanciare un messaggio? Le indagini, affidate a Erlendur Sveinsson e Sigurður Óli, si prospettano lunghe e complicate, ma i due investigatori possono contare sull'aiuto di Eva Lind, la figlia di Erlendur, che frequenta le stesse brutte compagnie della vittima. In breve tempo riescono così a risalire all'identità della ragazza, Birta, che aveva solo ventidue anni. Tutte le piste conducono al sottobosco della droga e della prostituzione, un mondo in cui uomini ricchi e spietati si comportano da padroni, senza rispetto per la vita degli altri. L'assassino, però, potrebbe essere qualcuno di insospettabile... In questa sua seconda indagine, l'ispettore Erlendur, poliziotto in perenne lotta con i fantasmi del passato e con la sua inadeguatezza di padre, dovrà scavare nelle perversioni più torbide dell'animo umano, e si scontrerà con le promesse tradite di una intera generazione di giovani alla deriva, in un paese che ha sacrificato la propria identità e i propri valori.


Titolo e contributi: In silenzio si uccide / Arnaldur Indriðason ; traduzione di Alessandro Storti

Pubblicazione: Milano : Guanda, 2022

Descrizione fisica: 269 p. ; 22 cm

Serie: Guanda noir

EAN: 9788823529175

Data:2022

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nota:
  • Fa parte di: I casi dell'ispettore Erlendur Sveinsson ; 14

Nomi: (Autore) (Traduttore)

Soggetti:

Classi: 839.6935 Genere: Noir Genere: Poliziesco Genere: Racconti seriali e saghe

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2022
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 4 copie, di cui 3 in prestito.

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(tratto da repubblica.it)

Qualche anno fa, al Quai du Polar, il festival del giallo di Lione, Arnaldur Indridason divise con Luis Sepúlveda, Santiago Gamboa e chi scrive il tavolo che aveva prenotato per cena in un locale del centro. La cena, in realtà, era un pretesto per vedersi la finale di Champions League fra Real e Atletico. Un rito collettivo al quale tutti avevamo voglia di partecipare: solo che facevamo finta di niente. Non sapevamo che avrebbe pensato della comune passione calcistica la comunità internazionale dei giallisti, sino a un minuto prima impegnata in approfondite discussioni sul rapporto fra il noir, la storia e la politica. Indridason, invece, non solo non faceva mistero di essere ammalato di calcio, ma rivendicava una simpatia sfrenata per il "cholo" Simeone che finì per contagiarci: il Real vince sempre, che noia, e se una volta perdesse? Conoscemmo così un omone gioviale, poliglotta, irresistibilmente simpatico. La smentita vivente al luogo comune del nordico algido e compassato.

Quando gli facemmo notare la contraddizione, ci indicò con un sorriso un tavolo vicino, presidiato da un'austera compagnia di eleganti coppie taciturne. "Quelli sono svedesi", spiegò, "la vera gente del Nord. Noi, per loro, siamo i meridionali". Ora che Guanda ha pubblicato l'ultimo inedito della serie dell'ispettore Eirlendur Sveinsson, In silenzio si uccide, un magnifico romanzo del 1999, Arnaldur Indridason ha accettato di rispondere, via mail, a qualche domanda dalla sua Islanda "scossa dai terremoti, dove al momento piove e tira vento".

Cominciamo proprio dall'Islanda. Un piccolo paese che ai nostri occhi appare alquanto pacifico. Come le è venuto in mente di ambientare le sue storie, spesso costellate di crimini crudeli, in uno scenario così particolare?
"È quello che ci siamo chiesti prima che la nostra letteratura gialla diventasse popolare in tutto il mondo. Alla fine viene fuori che l'Islanda è lo sfondo perfetto per il crimine, con il suo isolamento nell'Atlantico del Nord, gli inverni cupi e aggressivi, il clima pessimo, le brevi estati, i paesaggi impervi - roba che può condurre alla follia. E non ci mancano gli elementi canonici della cattiveria umana, la corruzione, le faide familiari, la violenza domestica e contro i bambini, gli amori malati, l'odio, la vendetta. Abbiamo proprio tutto. Diciamo che se i delitti veri sono non più di uno all'anno, grazie al cielo, quelli letterari che continuiamo a commettere ci aiutano a mantenere alto il livello di critica della nostra società".

La critica sociale è molto presente in questo "In silenzio si uccide". Devo dirglielo: uno dei più riusciti della serie di Erlendur.
"La ringrazio. Scrissi questo romanzo quando il poliziesco islandese era agli albori, forse nemmeno esisteva. Non c'era tradizione, tutto ci sembrava nuovo, molta gente pensava che scrivere storie "nere" fosse una pura perdita di tempo. Dicevano: ma cosa c'è di criminale, qui da noi? Così sono partito da una cospirazione che coinvolgeva l'industria del pesce nel Westfjörds (la pescosa penisola del Nord, ndr) e lo sviluppo della proprietà immobiliare nella capitale Reykjavík, e ho immaginato due innocenti coinvolti in un gioco più grande di loro. Compaiono molti elementi tipici dei miei romanzi successivi, come il senso di perdita e il dolore, temi che mi sono cari".

Aggiungerei la pietà per i vinti, che rende la sua scrittura così profondamente empatica e indimenticabili tanti dei suoi personaggi schiantati dalla vita: emarginati, tossici, sbandati.
"Credo che il noir possa illustrare tanti settori della società e descrivere chi ne fa parte. Mi ispiro all'antica tradizione svedese del realismo sociale, mi sento un po' all'opposizione del "thriller" adrenalinico. Mi considero un moralista, amo dare la voce ai più deboli, per i quali, sì, provo una forte empatia. In fondo, In silenzio si uccide è la storia di un ragazzo e di colei che egli ama di un amore impossibile".

La sua risposta mi fa venire in mente il dibattito che da noi ha aperto di recente Loriano Macchiavelli, il grande vecchio del poliziesco italiano. Il noir è ancora un modo intelligente per descrivere la realtà, o ha perso la sua spinta propulsiva ed è diventata una favola rassicurante?
"No, il noir funziona ancora, è il modo migliore per descrivere contesti estremi, sotto tutti i cieli. Rivedevo Scarface di Brian De Palma, e, ragazzi, che forza in quel racconto dell'industria della cocaina nella Miami degli anni Ottanta! Non sarà realismo puro ma dice le cose vere, le cose come stanno".

Andiamo sul personale: come ha cominciato a scrivere noir?
"Mio padre era uno scrittore famoso, e all'inizio esitavo, temevo il confronto, capisce? Ma da lettore avevo voglia di scrivere una storia mia. Decisi di cominciare con il racconto di un esperimento di somministrazione di droghe, negli anni Sessanta, visto a distanza di tempo: che ne era stato di quelli che allora erano stati drogati a loro insaputa? Beh, ha funzionato. Continuo a farmi domande andando a caccia delle risposte".

Tornerà Erlendur?
"Mah. Lo abbiamo lasciato nel gelo di una montagna, sotto una tormenta. Quando sei così in pericolo è difficile che riesca a salvarti. Per il momento, sto raccontando le sue prime avventure da poliziotto. Però è anche vero, ce lo dicono tanti libri, che a volte un uomo per morire nella neve ci mette un'eternità, e così...".

Scriverà di pandemia?
"No. Non ne posso più. Mi basta pensarci per cadere addormentato!".

Ultima domanda: il suo rapporto con l'Italia.
"Adoro l'Italia, ma è fin troppo facile dirlo: chi non conosce il cibo, i vini, la natura meravigliosa, e poi a me piace la vostra gente".

P.S.: - Per la cronaca: la sera di Lione l'Atletico fu raggiunto in zona Cesarini e perse rovinosamente ai supplementari. Indridason si ritrovò dunque per l'ennesima volta dalla parte degli sconfitti.

L'autore islandese torna su Bibliolandia con un romanzo scritto più di vent'anni fa e pubblicato adesso da Guanda: "L'isola è uno sfondo perfetto per una storia criminale"...

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