Gli occhi di Sara
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Libri Moderni

De_Giovanni, Maurizio

Gli occhi di Sara

Abstract: A volte un incontro inatteso spalanca le porte del passato. Succede a Sara mentre sta lottando per salvare la vita del piccolo Massimiliano, il nipotino colpito da una grave malattia. Due occhi riappaiono dalla nebbia di giorni lontani, Sara li conosce bene. Sono gli stessi che tanti anni prima aveva cercato in ogni modo di dimenticare. La donna invisibile è catapultata indietro nel tempo: Napoli, 1990. È caduto il muro di Berlino, gli stati satelliti dell'URSS sono in crisi e in Italia sono esplosi i movimenti studenteschi. Il mondo di prima si sta sgretolando, ma i preparativi fervono e la città si veste a festa per la visita di Papa Giovanni Paolo II. Sara Morozzi, detta Mora, è membro attivo della più segreta unità dei Servizi. A lei e a Bionda, la collega Teresa Pandolfi, viene affidata la missione più importante e delicata della loro carriera. Proprio in quei giorni, Sara incrocia quello sguardo. Occhi a cui è impossibile restare indifferenti. Così, mentre il tempo scorre all'indietro, la Sara di oggi deve fare i conti con le passioni e i tradimenti di ieri. In un intreccio che si dipana al pari di un perfetto meccanismo a orologeria, Maurizio de Giovanni scava tra le pieghe della nostra Storia recente e racconta gli inconfessabili segreti di Sara, come non l'abbiamo mai vista. Perché, per la prima volta, gli occhi della donna impenetrabile tradiscono un dolore misterioso e svelano la sua più sincera umanità.


Titolo e contributi: Gli occhi di Sara / Maurizio de Giovanni

Pubblicazione: Milano : Rizzoli, 2021

Descrizione fisica: 322 p. ; 22 cm

Serie: Nero

ISBN: 9788817155724

EAN: 9788817155724

Data:2021

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA. 2000- (0) Drammatico <genere fiction> (0) Poliziesco <genere fiction> (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2021
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 22 copie, di cui 2 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
San Miniato, Mario Luzi NAD 853.92 DEG SAR IV SM038-61574 Su scaffale Disponibile
Pontedera, Giovanni Gronchi GIALLO 853 DEG occ 0010-81926 Su scaffale Non disponibile
Vicopisano 853 DEGI 39 0030-28354 Su scaffale Disponibile
Cascina 853.92 DEG 0020-31081 Su scaffale Disponibile
Santa Maria a Monte 853.92 DEG occ 0100-20867 Su scaffale Disponibile
Volterra 808.838 72 DEG 0150-20014 Su scaffale Disponibile
Volterra 808.838 72 DEG 0150-20015 In prestito 28/01/2023
Pisa SMS 850 DEGI occ 0250-82251 Su scaffale Disponibile
Lari na 853.92 DEG 11 0070-16701 Su scaffale Disponibile
Peccioli, Fonte Mazzola G 853.92 DEG 0210-8743 Su scaffale Disponibile
San Giuliano Terme 853 DEG 35 0040-25939 Su scaffale Disponibile
Ponsacco 853.92 DEG occ 0110-21867 Su scaffale Disponibile
Buti 853.92 DEG 0190-13031 Su scaffale Disponibile
Cascina, BiblioCoop 850 DEG 0025-2083 Su scaffale Disponibile
Fauglia 853 DEG OCC 0860-10583 In prestito
Terricciola 853.92 DEG 0220-15909 Su scaffale Disponibile
Lajatico 853 DEG 0370-3525 Su scaffale Disponibile
Cascina 853.92 DEG 0020-31227 Su scaffale Disponibile
Chianni 853.92 DEG 0130-6739 Su scaffale Disponibile
Calcinaia 853.9 DEG CAL 0120-20812 Su scaffale Disponibile
Vecchiano 853.92 DEG sar 4 0170-12477 Su scaffale Disponibile
Calcinaia Fornacette 853.9 DEG FOR 0120-22366 Su scaffale Disponibile
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Gli occhi di Sara (Rizzoli, 2021) è il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni e il quarto della serie che ha come protagonista Sara Morozzi, la donna che, grazie alla sua capacità di interpretare il linguaggio non verbale, alla fine degli anni Ottanta, è stata reclutata da una unità dei Servizi, una struttura che opera nella segretezza, impegnata in attività non autorizzate di intercettazione e raccolta di informazioni.

Dopo Sara al tramonto, il racconto Sara che aspetta, Le parole di Sara e in continuità con Una lettera per Sara, questo nuovo episodio vede la protagonista pronta a lottare con qualsiasi mezzo pur di salvare la vita a Massimiliano, il nipotino che sta morendo in un letto di ospedale a causa di un tumore. Le dimensioni, la posizione, le infiltrazioni negli organi circostanti e il ritmo di crescita del nefroblastoma non lasciano speranze: sono da escludere sia una chemioterapia violenta, che distruggerebbe l’organismo del piccolo e con ogni probabilità lo ucciderebbe con grande sofferenza, sia un intervento chirurgico.

Eppure…

È Sara ad avere un’intuizione, ed è legata a qualcosa di lieve, di appena accennato – un dubbio, “il fantasma di un’ipotesi” – che ha intravisto nei movimenti e nelle espressioni della primaria: la dottoressa Castellini sa qualcosa o conosce qualcuno che potrebbe aprire uno spiraglio in una situazione che appare ormai disperata.
Esiste il filmato di un intervento chirurgico – un approccio non convenzionale a un tumore uguale a quello di Massimiliano – perfettamente riuscito, risalente a dieci anni prima, di cui non c’è traccia nella letteratura medica, tanto che potrebbe essere falso o ritoccato. Le scritte in cirillico lasciano intendere che si tratti di un medico russo, il nome è Popov e, per trovarlo – anzi, “ritrovarlo” –, la donna dovrà tornare indietro al 1990.

Dopo la caduta del muro di Berlino, avvenuta nel 1989, nella maggior parte degli stati comunisti dell’Europa orientale il passaggio alla democrazia è avvenuto in modo pacifico. In Romania, invece, il crollo del regime del dittatore Ceaușescu e l’elezione di Iliescu sono stati caratterizzati da atti di violenza, vendette, ambiguità, proteste represse nel sangue ed epurazioni.
Mentre il mondo sta assumendo un nuovo assetto politico e sociale, a Napoli, dove fervono i preparativi per una lunga visita di Papa Giovanni Paolo II, le comunità universitarie straniere sono abbastanza ristrette e quella dei movimenti studenteschi sembra essere un’esperienza che non desta particolari preoccupazioni.

Sara, però, che è stata da poco reclutata nell’unità legata ai Servizi, è convinta che un piccolo gruppo di studenti romeni provenienti da famiglie facoltose in grado di pagare i loro studi all’estero stia preparando un’azione clamorosa, sostenuta e organizzata grazie all’appoggio di chi ha tutto l’interesse ad accelerare il processo di cambiamento iniziato con la caduta del muro.
Sono Ion e Ana, figli di un altissimo funzionario del partito a Bucarest; Costi, forte e saldo nella fede comunista; Vasile, intellettuale raffinato, fragile ma insostituibile per le conoscenze tecniche; Mihaela, acuta e strategica, anche se individualista.
Ana è l’unica di questo gruppo a essere affascinata dalla società capitalistica occidentale e a non avere un particolare coinvolgimento nei confronti di ciò che sta accadendo in patria: laureata in Medicina con eccellenti risultati, frequenta un professore romeno, Nicolae Popescu – Nico –, così integrato nel sistema da sembrare italiano.

Impegnata sul campo in questa operazione, Sara si renderà conto che fra lei e Popescu c’è qualcosa di speciale.
Anche quando la sua statura limitata, le persone che la circondano e la sua capacità innata la rendono invisibile, il medico si accorge della sua presenza. Sempre.
Anche quando Sara non vuole essere vista, per qualche arcano motivo, lui la vede, legge nei suoi occhi:

“C’era qualcosa tra loro due, una corrente che li metteva subito in sintonia, anche in condizioni in cui lei restava di fatto impercettibile”.

E quando sono vicini, il medico – proprio come il capo dell’unità di cui Sara fa parte, Massimiliano Tamburi – non riesce a distogliere lo sguardo da “quelle due lune di un colore indefinibile tra il verde e l’azzurro, come due pezzi di vetro screziato”.
Gli occhi di Sara sono il filo conduttore della sua esistenza:

“Perché la prima volta che ho incrociato i tuoi occhi ero un uomo felice. Innamorato della vita, di quello che facevo, delle prospettive che avevo. E innamorato della donna che mi stava al fianco.
Mi sono chiesto all’infinito come sarebbe andata, se non avessi incrociato i tuoi occhi. Non ho dubbi che avrei avuto la cattedra, ero già a uno stadio avanzato. Forse avrei sposato Ana, parlavamo di casa, di bambini.
Saremmo rimasti qui? Probabile. Lei era inserita, stimata, felice; io pure. Certo, la professione avrebbe offerto delle opportunità, ma avremmo soppesato vantaggi e svantaggi e saremmo restati. Invece no. Invece, arrivarono i tuoi occhi”.

Ma il futuro è scritto e pianificato dagli eventi del passato. Il destino esiste, ma è “all’indietro”: si scrive al contrario.
E a rileggere il passato, sembra che tutto ciò che è successo – da quando Tamburi l’ha scelta per far parte dell’unità dei Servizi segreti – abbia portato al momento in cui Sara prega e scongiura Nico di non credere alle sue parole, ma ai suoi occhi, e di agire di conseguenza.

In questo nuovo romanzo, dove Maurizio de Giovanni congettura una minaccia che, se realizzata nel 1990, avrebbe cambiato la storia, il destino di milioni di persone, Sara è colta in un atteggiamento più intimo, ma anche più aperto, nei confronti del futuro.
Dopo aver lavorato per trent’anni nei servizi segreti, il suo sguardo è stato a lungo rivolto verso un passato piuttosto movimentato, contrapposto ad un presente grigio e banale.
La nascita del nipotino, però, le ha fatto contrarre un obbligo non solo verso di lui, ma anche verso il mondo, che deve rendere un luogo migliore:

“Era certa che non sarebbe sopravvissuta a un’ulteriore perdita. Era sempre stata razionale e obiettiva rispetto ai propri sentimenti, cosciente che a un dolore come quello che si prospettava non ci si poteva preparare. Quel bambino era stato un’esplosione nella sua vita, una tempesta di emozioni felici. Tenerlo fra le braccia, guardarlo crescere le aveva fatto ritrovare la passione per il mondo, l’attenzione al presente, la voglia di avere un futuro”.

Con lei, uniti nel dolore come nella speranza – a comporre “un trio di detective tanto improbabile quanto formidabile” –, anche Viola, la madre disperata e con un forte senso di colpa per non aver voluto quel bambino, che ora teme di perdere veramente, e l’ispettore e amico Davide Pardo, più propenso a spaccare il mondo, piuttosto che ad accettare quanto sta succedendo.

Uno dei tanti meriti di Maurizio de Giovanni è quello di aver saputo affrontare con sapienza e in modo del tutto privo di retorica e banalità un argomento molto delicato: la malattia di un bambino, in una fase terminale. La condizione descritta, lontana dal luogo comune secondo cui l’infanzia deve per forza essere vivacità e salute, attiva invece meccanismi di coraggio e di solidarietà.

L’esperienza di lettura è legata al concetto di tempo, in una trama non lineare che si sviluppa su più piani, e al passato che “ritorna” con i suoi effetti sul presente: la tensione si mantiene alta e costante grazie all’assoluta padronanza della scansione ritmico-temporale dell’intreccio.
La visione dell’autore è molto ampia: le storie raccontate, personali, addirittura intime, si inseriscono perfettamente nella “Storia”, contribuendo a dare un senso profondo e imprevedibile alle scelte fatte dai protagonisti.

E rispetto ad altri scrittori di gialli o di thriller che, romanzo dopo romanzo, diventano riconoscibili, a volte ripetitivi e prevedibili, Maurizio de Giovanni ha la capacità di sapersi rinnovare continuamente, di raccontare con una “voce” sempre diversa, creando intimità e legami intensi fra personaggi e lettori.

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