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Il caso Agatha Christie
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Gramont, Nina : de

Il caso Agatha Christie

Vicenza : Neri Pozza, 2022

Abstract: «Nel 1926 Agatha Christie sparì per undici giorni. Sono l'unica a conoscere la verità su questa scomparsa. Non sono Hercule Poirot. Sono l'amante di suo marito». Un giorno di dicembre del 1926, dopo aver comunicato alla moglie Agatha la sua intenzione di divorziare per sposare la sua amante, il colonnello Archibald Christie parte per un weekend presso amici. Quella sera stessa dalla dimora di campagna, ribattezzata Styles dal primo caso di Hercule Poirot, la scrittrice svanisce nel nulla. La sua Morris Cowley viene ritrovata alle prime luci del mattino sul bordo di un dirupo. Sul sedile posteriore, la pelliccia, una valigia piena di abiti e la patente. L'ipotesi più plausibile è un gesto disperato, la signora aveva un forte esaurimento nervoso, si sussurra. Migliaia di uomini, tra poliziotti e volontari, cani, persino aeroplani: tutta l'Inghilterra si mobilita per cercarla, come se l'angoscia che l'ha spinta a fuggire avesse fatto di lei la persona più importante della terra. Persino Nan O'Dea, l'Amante, è in ansia. Nonostante abbia tramato per insinuarsi nella lussuosa residenza dei Christie, per entrare in confidenza con Agatha, che è elegante e raffinata come lei non sarà mai. Nonostante, soprattutto, si sia impegnata a fondo per attirare l'attenzione dell'arrogante colonnello e farlo innamorare. Ora però che lui è caduto nella rete, con il suo obiettivo che può dirsi a portata di mano, Nan ha un altro disegno in mente. Agatha ha qualcos'altro che lei vuole, oltre a suo marito. Perché ciò che le è accaduto tanti anni prima, in Irlanda, le ombre scure, i gravi segreti, i colpi bassi del fato che popolano il suo passato, non possono trovare riparazione, se non in qualcosa di molto più efferato e definitivo. In questa appassionante ricostruzione possibile degli undici giorni in cui la scrittrice scomparve per il mondo, Nina de Gramont crea una trama fitta di mistero e colpi di scena, in cui nulla è come appare, nessuno dice la verità e soprattutto la soluzione potrebbe essere lì in piena vista, alla luce del sole, in perfetto stile Agatha Christie.

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Davide Ricci
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Nel dicembre del 1926, Agatha Christie scomparve per ben undici giorni. La sua auto, una Morris Cowley coupé, venne ritrovata abbandonata lungo la strada, non lontana dalla casa di Styles, ma della scrittrice nessuna traccia. Fino a quando non ricomparve, sana e salva, ma lasciando un alone di mistero su una vicenda che non sembrò uno dei suoi celeberrimi gialli perché, pur avendo già pubblicato sei romanzi, non era ancora diventata la leggenda che sarebbe stata.

Aveva circa trentasei anni, Agatha, una bambina piccola, nuovi contratti, le porte spalancate per il grande successo: ma aveva anche un dolore straziante, c’era una rivale. Suo marito, il colonnello Archie Christie, divenuto uomo d’affari dopo la guerra, aveva un’amante, qualcosa più che un capriccio di quelli “tollerati” nella buona società inglese, tanto che le aveva annunciato che la lasciava.

Fu per questo che Agatha scomparve? Per inscenare qualcosa che avrebbe fatto finire nei guai Archie? Il colonnello, in effetti, andò piuttosto vicino all’incriminazione. Ci sarebbe voluto Poirot, invece a fare luce è Nan, ossia proprio la sua rivale.

Esatto: è sua la voce narrante in “Il caso Agatha Christie” (Neri Pozza, 18 euro, traduzione di Massimo Ortelio), il romanzo di Nina de Gramont che ricostruisce quegli undici giorni di mistero, primo “giallo mediatico” della storia, in fondo.

Nan, ossia Nancy, non è però semplice osservatrice e neppure una rubamariti: la sua storia fatta di lutti e di amori si incrocia con quella della scrittrice, le due narrazioni scorrono alternate, senza rubarsi la scena. Abbiamo i momenti lieti dei soggiorni in Irlanda, il sogno di un amore interrotto dallo scoppio della guerra che avrebbe privato poi l’Inghilterra di tutti i suoi giovani. E abbiamo anche uno spaccato del destino delle “vedove” non sposate, dei figli strappati alle ragazze madri nei misteri di quelle strutture cattoliche che, in anni recenti, hanno svelato scandalose e sanguinose, allucinate verità. Ci sono ragazze che muoiono e giovani uomini che tornano solo con il corpo dal fronte; ci sono romanzieri che danno vita a una nuova letteratura e ci sono le preghiere come minaccia e non consolazione, promesse di purgatorio e inferno e non amore.

Nan ci guida giorno per giorno in questo che potrebbe essere il più grande mistero ideato da Agatha Christie, tanto che lei stessa, non solo dopo essere tornata a casa, neppure negli anni e nei decenni seguenti avrebbe svelato cosa davvero ci fosse dietro questa fuga e il celarsi, cucendo e leggendo, nella stanza di un albergo nella brughiera.

Elegante, sottile, a tratti divertente, spesso duro e spietato, il romanzo ha l’atmosfera di una narrazione d’altri tempi che ammicca – non sono casuali certi riferimenti – a Fitzgerald, ma anche al sorriso di una bambina che fa rotolare un cerchio, prima di stancarsi e correre via.

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