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La casa senza ricordi
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Carrisi, Donato

La casa senza ricordi

Milano : Longanesi, 2021

Abstract: Un bambino senza memoria viene ritrovato in un bosco della Valle dell'Inferno, quando tutti ormai avevano perso le speranze. Nico ha dodici anni e sembra stare bene: qualcuno l'ha nutrito, l'ha vestito, si è preso cura di lui. Ma è impossibile capire chi sia stato, perché Nico non parla. La sua coscienza è una casa buia e in apparenza inviolabile. L'unico in grado di risvegliarlo è l'addormentatore di bambini. Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, viene chiamato a esplorare la mente di Nico, per scoprire quale sia la sua storia. E per quanto sembri impossibile, Gerber ce la fa. Riesce a individuare un innesco - un gesto, una combinazione di parole - che fa scattare qualcosa dentro Nico. Ma quando la voce del bambino inizia a raccontare una storia, Pietro Gerber comprende di aver spalancato le porte di una stanza dimenticata. L'ipnotista capisce di non aver molto tempo per salvare Nico, e presto si trova intrappolato in una selva di illusioni e inganni. Perché la voce sotto ipnosi è quella del bambino. Ma la storia che racconta non appartiene a lui.

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Davide Ricci
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Affrontare la lettura de La casa senza ricordi (Longanesi, 2021) di Donato Carrisi è come mettersi davanti allo specchio e scorgere il proprio riflesso. E subito dopo, saper accettarlo. Perché non sempre piace, perché si offre a noi imperfetto, perché il più delle volte ci risulta “scomodo”.

Per non parlare poi delle volte in cui siamo noi a distorcere la nostra immagine, senza essere in grado di coglierla veramente per quella che è.
L’unica certezza è che lo specchio ce la rimanda fedelmente, così com’è (divenuta), senza filtri né concessioni. Fuori, sì. Ma anche dentro. Perché ogni volta che ci guardiamo allo specchio, non è soltanto l’immagine esteriore a essere oggetto di osservazione, ma anche, di rimando dietro lei, quella apparentemente nascosta, la nostra immagine interiore.

Ogni volta che scorgiamo il nostro riflesso, dovremmo essere capaci di andare oltre, per vedere, ricordare, e soprattutto accettare, il nostro io più intimo e profondo, per riconoscere le nostre parole, i nostri pensieri e stati d’animo, le nostre scelte e azioni.
E tutto questo per cosa? In nome, forse, della verità?

“Ascolterai ciò che ho da dire... fino in fondo.”

Prendete allora questo stesso meccanismo psicologico di immagini e riflessi (rimandi e richiami), e innescatelo all’interno di un complesso congegno letterario ben architettato quale è questo romanzo, cosicché vi ritroverete catapultati di colpo fra pagine che sembrano vestirsi dell’abito di un intricato labirinto senza via d’uscita, con i suoi infiniti e subdoli sentieri destinati a seguire una loro logica e un loro senso, dove ciascun uomo diventa protagonista e vittima al contempo, costretto inevitabilmente a addentrarsi per ricercare una possibile verità che mai si raggiunge fino in fondo.

“La nostra mente è molto più potente della nostra coscienza.”

Il lettore viene condotto, passo dopo passo, in un lungo e personale viaggio interiore, fra i meandri più misteriosi e inquietanti della psiche umana, fra conscio e inconscio, accompagnato in un eclettico e convulso gioco magnetico, a “effetto domino”, contaminato da imprevedibili colpi di scena e una suspense costante, dove le pedine da muovere sono tutto ciò che governa, da dentro e da fuori, la nostra mente, ovvero pensieri, ricordi, stati d’animo, desideri, suggestioni, apparenze, ombre, menzogne, finzioni, volontà, verità e realtà circostanti.

“Ma non sempre il male poteva essere spiegato.”

E come sempre, di fronte a un ampio ventaglio di argomenti trattati su cui riflettere e ragionare, sarà il lettore ad avere l’ultima parola, la piena responsabilità di trovare un’eventuale via di uscita in un “caos” studiato ad arte fino ai minimi dettagli, a stabilire una scelta decisiva: domina una verità unica o forse ne esiste più di una? La nostra personale o quella degli altri? Infine, c’è più inganno nella verità o più verità nell’inganno?

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