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EMANUELA NAVA

Emanuela Nava è nata e cresciuta a Milano, città dove tutt’ora lavora e vive con suo marito e suo figlio. Da bambina voleva fare la disegnatrice di lavandini, ma poiché tutti le dicevano che non sapeva disegnare e dipingere ha buttato via il pennello, ha impugnato la penna e si è messa a scrivere libri per bambini. Per cinque anni ha collaborato alla stesura dei testi dell’Albero Azzurro, trasmissione televisiva per bambini. E’ stata anche attrice di teatro, pubblicitaria e sceneggiatrice, tuttavia la passione per la scrittura ha preso il sopravvento e attualmente dedica il suo tempo a scrivere libri e a fare viaggi in Africa. Fin da piccola ha sempre desiderato andare in Africa, così appena ha potuto, zaino in spalla, è partita. Più volte è tornata in questo paese ed è proprio dall’Africa che coglie l’ispirazione per scrivere i suoi libri. Ciò che l’ha da subito affascinata di questo paese è il senso di magia che vi regna, paurosa e pericolosa ma allo stesso tempo accogliente, dal carattere solare dei suoi abitanti, che affrontano in un modo leggero, quasi con ironia, le difficoltà della vita.

Nei suoi racconti il continente africano è spesso presente, sia direttamente, perché la storia è ambientata là, sia indirettamente, cioè attraverso racconti o aneddoti che qualcuno narra all’interno della vicenda.

I suoi libri si rivolgono ai bambini della scuola elementare. Alcuni sono reali, altri fantastici, in altri l’elemento fantastico si unisce a quello reale: sono storie nelle quali i bambini si ritrovano o si vorrebbero ritrovare, storie che aiutano loro a capire meglio se stessi, il mondo in cui vivono, i conflitti che si trovano ad affrontare, il rapporto con gli altri. La Nava assume il loro stesso punto di vista e in questo modo riesce ad ascoltarli, a capirli e ad offrire loro uno spazio di libertà per essere e crescere secondo modi e ritmi non imposti né dalle istituzioni né dai media: ella si pone con uno sguardo ad altezza di bambino e attraverso questo sguardo interpreta e racconta il mondo.

La scrittrice si confronta e interagisce con i suoi lettori attraverso la pedagogia della parola: non censura, anzi denuncia e riesce a coinvolgere i bambini perché dimostra di rispondere ai loro numerosi dubbi e al loro bisogno di conoscere e sapere. Anziché proteggere i bambini dal mondo mettendoli sotto una campana di vetro, essa spiega loro le cose e lo fa utilizzando un lessico idoneo alla loro età, una scrittura semplice e chiara e contenuti originali.

Tra i libri rivolti ai bambini più piccoli, coloro che iniziano a leggere, la Nava ha scritto

 E da quel giorno e Quando i babbuini andavano al cinema una serie di racconti che cercano di spiegare alcuni “perché” riguardo agli animali, come ad esempio perché le giraffe hanno il collo lungo, le tartarughe il guscio, le zebre le strisce bianche e nere ecc.

Quando si rivolge ai bambini che sanno già leggere la scrittrice, invece, introduce temi più importanti e delicati. In Ciliegie e bombe racconta la storia di Dragan, un bambino di nove anni che viveva in Jugoslavia e che viene portato in Italia in un istituto per bambini orfani  dopo la morte dei suoi genitori a causa della guerra, però alla fine Dragan trova dei nuovi genitori che gli vogliono bene. Io qui non ci sto! è la storia di Sarehs un bambino di nove anni che viveva da solo a Villibaru, in Africa, e che viene strappato dalle sue origini da una coppia italiana che lo adotta. Inizialmente il bambino vede queste due persone come dei rapinatori, ma dopo mille peripezie e scontri capisce di volere loro bene e che è meglio vivere in una famiglia piuttosto che da solo anche se a Villibaru gli volevano tutti bene: due veri genitori sono meglio di cento! Coccodrilli a colazione è un libro epistolare. Attraverso le lettere scambiate tra Eugenia, una bambina italiana, e Chariza, un ragazzo africano, vengono raccontate le loro storie, il loro rapporto di amicizia e l’amore che nasce tra i due. Eugenia conosce Cheriza attraverso il gioco “Pen friend”, per cui  tutti  i ragazzi che compravano un pacco di carta da lettere all’Upim ricevevano in regalo l’indirizzo di un amico straniero: non a caso Eugenia sceglie un paese africano e dietro Cheriza si può riconoscere  la scrittrice che conosce molto bene l’Africa e la descrive attraverso di lui.

Nei suoi libri la scrittrice difende il “diritto al sogno”, diritto sacrosanto che regala la libertà ai bambini, fa nascere in loro nuove idee e li spinge ad immaginare soluzioni. Per la Nava il bambino che sogna ad occhi aperti non è né distratto né inconcludente, ma al contrario può essere attivo e può riuscire a trasformare i suoi sogni in realtà.In Pietro che parlava agli animali questa ideologia è particolarmente evidente. Pietro è un bambino timido  e i suoi unici amici  sono segreti come gli animali del bosco e i marziani a cui confida le sue paure e la sua felicità. Alla fine è proprio lui che aiuta i suoi amici cinghiali a fuggire dai cacciatori.

Infine, La bambina a strisce e punti e La mummia che fuggì dal museo sono due racconti dove l’esotismo si fonde ad una stravolgente fantasia e riesce a catturare l’attenzione dei lettori dall’inizio alla fine. Ilaria, la protagonista del primo libro, attraverso un’esperienza nella Valle dell’Omo, riesce a capire i valori dell’Africa ed impara a credere nell’impossibile, perché vede che spesso in Africa l’impossibile si avvera. In La mummia che fuggì dal museo una moglie di un faraone, chiusa da migliaia di anni nel suo sarcofago, pensa bene di fuggire dal museo egizio trovando rifugio da una vecchia balia magica, con lo stagno pieno di coccodrilli. All’inizio la figura fasciata provoca un po’ di spavento e stupore nelle persone che le stanno vicino, ma poi le bende cadono una ad una e l’amore trasforma la rinsecchita faraona in un’appassionata, vitalissima e sfrenata donna moderna che aiuterà i suoi amici.

 

 

BIBLIOGRAFIA

- La zucca dei re, Milano, Le  Stelle , 1985.

- Attenti! Qui dentro c’è un lupo, Milano, La Bibliografica, 1992.

-   Coccodrilli a colazione, Firenze, Giunti, 1994.

-   La bambina a strisce e punti, Firenze, Salani, 1996.

-   E da quel giorno, Firenze, Giunti, 1997.

-   Ciliegie e bombe, Firenze, Giunti, 1998.

-   La mummia che fuggì dal museo, Firenze, Salani, 1998.

-   Io qui non ci sto!, Firenze, Salani, 1999.

-   Quando i babbuini andavano al cinema, Milano, Feltrinelli, 1999.

-   Mamma nastrino…e papà luna, Casale Monferrato, Piemme, 2000.

-   Pietro che parlava con gli animali, Milano, Fabbri, 2001.

-   La tigre con le scarpe da ginnastica, Firenze, Salani, 2001.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

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